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Glaucoma, avanza lentamente.

30-04-2010 - Fondamentale la prevenzione

Quando si parla di Glaucoma, ci si riferisce al quel complesso di patologie oculari che hanno in comune un’alterata pressione dell’occhio e una sofferenza del nervo ottico. Esistono diverse forme di glaucoma: quello congenito, ad angolo aperto, ad angolo chiuso e quello secondario ad altre patologie oculari. La forma più diffusa in Europa è il glaucoma ad angolo aperto che incide nella popolazione tra il 2 e il 10% in base alle fasce d’età.
E’ una patologia con carattere ereditario che si presenta da un punto di vista clinico in genere dopo i 40 anni d’età.
La pressione dell’occhio è regolata da un equilibrio tra la produzione e l’eliminazione di un liquido, l’umor acqueo, all’interno dell’occhio; a produrre l’umor acqueo sono i corpi ciliari, disposti dietro l’iride; ad eliminarlo è un sistema filtrante, il trasecolato corneosclerale, disposto all’angolo iridocorneale nella parte anteriore dell’occhio. La ridotta eliminazione di questo liquido ne provoca un aumento di quantità con conseguente aumento della pressione dell’occhio; tale fenomeno scarica la sua forza in maniera uniforme sulla parete del bulbo oculare e trova il punto di minore resistenza nel nervo ottico che quindi subisce l’azione diretta barica e indiretta di cattiva irrorazione sanguigna da parte della pressione intraoculare. La conseguenza è il ridotto e alterato funzionamento del meccanismo di trasmissione degli impulsi visivi dalla retina al cervello con danneggiamento del campo visivo.
Il glaucoma ad angolo aperto agisce lentamente giorno dopo giorno. I sintomi nelle fasi cliniche iniziali vengono trascurati dal paziente: solo in alcuni casi si apprezza una dolenzia oculare, specie la notte o al buio, e qualche fenomeno di transitorio annebbiamento. Spesso, così, l’azione lesiva della pressione alterata sul nervo ottico perdura per molto tempo sino a ridurre in maniera significativa il campo visivo che tende a restringersi progressivamente. Se non trattato in tempo il glaucoma riduce il campo visivo “ a cannocchiale “ e nelle fasi tardive, con il subentrare dell’atrofia del nervo ottico, riduce in maniera consistente l’acuità visiva.
Ecco perché da sempre il glaucoma è considerata una malattia subdola e perché è data importanza alla diagnosi precoce.
Cosa fare quindi per individuare il rischio o la presenza del glaucoma? La visita del medico oculista è il primo punto di partenza : non fermarsi mai a valutare solo la misura della vista accontentandosi di vedere i dieci decimi con o senza lenti correttive; è indispensabile con frequenza annuale :
misurare la pressione dell’occhio ( i cui valori normali oscillano tra i 10 e 20 mmHg),
esplorare l’aspetto del nervo ottico tramite l’esame del fondo dell’occhio,
esplorare la funzionalità del nervo ottico tramite l’esame del campo visivo computerizzato ( l’esame del campo visivo manuale è oggi considerato superato e poco indicativo),
esplorare la struttura filtrante dell’angolo iridocorneale tramite gonioscopia.
Nei casi sospetti o in caso di familiarità per patologia, utile può essere misura della pressione ripetuta in diverse ore della giornata ( curva monometrica), test da stimolo o una diagnostica strumentale ad alta tecnologia ( esami del nervo ottico computerizzati come OCT, HRT e GDX – tecniche di perimetria speciali come la SWAP E FDT – esami elettrofunzionali come ERG e PEV ).
Il passo successivo alla diagnosi è naturalmente quello della cura che si articola attraverso la terapia farmacologia, chirurgica e parachirurgica. In questi ultimi due casi si cerca favorire l’eliminazione dell’umor acqueo tramite l’azione chirurgica o del laser aumentando il filtraggio delle naturali vie o ricostruendone nuove. Per fortuna tali tecniche più invasive restano indicate solo nei casi più gravi perché nella maggior parte dei casi la terapia farmacologica riesce a gestire il problema. L’ uso quotidiano di colliri con farmaci che riducono la produzione o aumentano l’eliminazione dell’umor acqueo riduce in maniera efficace la pressione dell’occhio.
E’ facile intuire che nel glaucoma, come in tutte le problematiche della medicina, fondamentale siano la prevenzione, la diagnosi precoce e il controllo attento e costante del paziente.

Dr. Giorgio Delorenzi
Specialista in Oftalmologia con particolare interesse nel campo dell'Oftalmologia
pediatrica, della chirurgia refrattiva e del segmento anteriore e della materia oftalmologica della medicina del lavoro

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