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Una nuova soluzione per una vecchia cardiopatia

08-05-2010 - L'approccio integrato ambulatoriale all'insufficienza cardiaca

UNA ‘NUOVA’ SOLUZIONE PER UNA ‘VECCHIA’ CARDIOPATIA: L’APPROCCIO INTEGRATO AMBULATORIALE ALL’INSUFFICIENZA CARDIACA

Rappresenta in Italia la seconda causa di ricovero per malattie croniche e la prima nei pazienti con età superiore ai 65 anni. E’ l’insufficienza cardiaca, condizione nota anche come scompenso, che è ormai diventata un problema rilevante di sanità pubblica. La sua prevalenza nella popolazione generale, infatti, tende progressivamente ad aumentare in ragione dell'incremento proporzionale dei soggetti anziani e del miglioramento dei risultati di sopravvivenza nelle malattie cardiovascolari, e rappresenta quindi una patologia per la quale si assisterà ad una costante crescita del peso epidemiologico e dei conseguenti costi socio-sanitari. Secondo recenti stime, si calcola che in Italia vi sia una prevalenza di 3-20 casi/1000 abitanti; riguarda cioè all’incirca 600.000 persone con un ritmo di crescita annuale di 87.000 nuovi casi/anno. Se si considera la fascia di età oltre i 65 anni, il dato diventa ancora più rilevante, visto che questa patologia arriva a colpire da 30 a 130 soggetti su 1000.
L’aspetto più rilevante dell’insufficienza cardiaca è l’impatto sull’assistenza. In considerazione dell’alto costo delle cure ospedaliere e dei loro “effetti collaterali”, primo tra tutti le infezioni nosocomiali, i pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica che presentano uno scompenso cardiaco lieve possono essere gestiti ambulatorialmente con un alto tasso di risoluzione dell’evento.  I dati scientifici dimostrano che nel 40% dei casi le ri-ospedalizzazioni sono dovute a lievi instabilizzazioni riconducibili a scarsa ‘aderenza’ alla terapia farmacologica.  Altro elemento non trascurabile ci è fornito da un recente studio italiano denominato Temistocle secondo il quale i pazienti con insufficienza cardiaca presentano una marcata tendenza ai ricoveri ripetuti: entro i 6 mesi dopo il primo ricovero il 16,5% dei pazienti ha avuto necessità di un secondo ricovero.
Vista dunque la rilevanza del problema ‘insufficienza cardiaca’, è fondamentale razionalizzare le diverse strategie assistenziali, diagnostiche e terapeutiche. A tal proposito, una soluzione è sviluppare reti integrate di assistenza socio-sanitaria, capaci di mettere a disposizione del paziente una équipe multidisciplinare di professionisti in grado di orientarlo al percorso assistenziale più appropriato non solo durante il ricovero in ambiente ospedaliero ma soprattutto nel periodo post dimissione.  Pochi sono i pazienti che dopo un ricovero per uno scompenso cardiaco iniziano un programma riabilitativo cardiologico, essenziale tappa nell’iter diagnostico terapeutico del malato con insufficienza cardiaca. Nel periodo post-dimissione, al contrario, il malato si trova nella quasi totalità dei casi ad essere “abbandonato” dall’ospedale e l’unico riferimento è rappresentato dal medico di medicina generale che deve educare il malato e la famiglia alla gestione della terapia farmacologica. E’ ormai diventata pressante, quindi, la necessità di integrare la struttura ospedaliera (intesa come struttura in cui il paziente viene gestito nella fase acuta di scompenso che nel periodo successivo di riabilitazione cardiologica) con il territorio (il medico di medicina generale e soprattutto lo specialista cardilogo ambulatoriale) con lo scopo di creare un network integrato tra le varie componenti con l’unico presupposto di migliorare la qualità della vita e la prognosi del malato e, non da ultimo, ridurre drasticamente la spesa sanitaria. A questo scopo, è cruciale che il paziente afferisca a un Centro Ambulatoriale di eccellenza per eseguire periodicamente gli esami diagnostici cardiovascolari di secondo livello (ecocardiogramma color Doppler, Holter cardiaco, Holter pressorio, ecc.) che possono identificare precocemente un iniziale scompenso cardiocircolatorio prima ancora che insorgano i sintomi di insufficienza cardiaca.


Prof .Francesco Pelliccia
Specialista in Cardiologia, Unità di Emodinamica Ospedale San Filippo Neri Roma
Responsabile Centro Cuore Artemisia
LAZIO - ARTEMISIA - MAIN CENTER ROMA

Laboratorio - Poliambulatorio -Centro Ecografico - Diagnosi Prenatale - Day Surgery - Visite Specialistiche - Fertilità di Coppia (BAR E PARCHEGGIO INTERNO)

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