Ambliopia è il temine tecnico che indica il fenomeno dell'occhio pigro (la parola deriva dal greco e significa letteralmente ottusità della visione).
Questo problema può manifestarsi nella fase di sviluppo della funzione visiva che va dalla nascita dell'individuo fino a circa sei anni di età. Il bambino ha una ridotta acuità visiva di uno o di entrambi gli occhi causata da una alterata stimolazione sensoriale.
È un fenomeno frequente che incide, secondo diverse statistiche, tra l'1 e il 4% della popolazione europea ed è la principale causa di riduzione visiva tra tutte le patologie oculari nei primi 45 anni di vita. Le cause dell'ambliopia sono: strabismo, anisometropia e deprivazione visiva.
Nel caso dello strabismo solo uno dei due occhi è pigro; se esistono alterazioni dei movimenti dei muscoli oculari gli occhi fissano punti diversi e inviano immagini differenti al cervello; non si riesce così a realizzare la visione binoculare e si genera un fenomeno di affollamento visivo (crowding) e visione doppia; per difesa il cervello esclude dalla visione uno dei due occhi sopprimendo le informazioni visive da esso inviate.
Nel caso dell'anisometropia (differenza dello stato rifrattivo dei due occhi) nel cervello si formano immagini inviate dai due occhi con diversa grandezza e quindi viene soppressa l'immagine più confusa.
Nel caso della deprivazione, invece, alterazioni organiche quali la ptosi palpebrale, la cataratta congenita o altre opacità dei mezzi diottrici, impediscono che l'immagine si formi correttamente sulla retina. In questi casi l'ambliopia può essere monolaterale o bilaterale. Individuare e rimuovere le cause della visione binoculare alterata consentono quindi di ripristinare lo stato di normalità e rieducare l'occhio pigro ad una normale funzione. È importante quindi che la diagnosi e la terapia di rieducazione siano effettuate il prima possibile.
Il primo passo è la diagnosi, che si effettua con una visita oculistica completa con esame obiettivo dell'occhio, esame della motilità oculare tramite visita ortottica ed esame della refrazione - eseguito con cheratometria, autorefrattometria, schiascopia in cicloplegia (con l'uso di colliri che dilatano la pupilla) e dove possibile misurazione della vista (con tavole ottometriche adatte ai bambini) - Gli esami sono semplici poco traumatici per il paziente e possono essere eseguiti anche nei bambini più piccoli. Importante è sempre ricordare che la collaborazione del piccolo paziente non è assoluta e quindi deve essere prestata attenzione più agli esami oggettivi e strumentali che a quelli con componente soggettiva.
Per lo stesso motivo non si deve aver fretta di concludere subito la visita al primo appuntamento: spesso è utile, quando il bambino è impaurito dall'ambiente, dagli strumenti o dall'operatore, far ambientare il piccolo paziente anche solo conoscendo lo studio dell'oculista.
Una prima visita può essere effettuata già all' età di nove mesi per poi essere ripetuta, in assenza di problemi, una volta all' anno.
La terapia invece deve essere effettuata correggendo il difetto di vista con uso di lenti correttive (occhiali o lenti a contatto), correggendo i problemi dello strabismo e rieducando l'occhio pigro: tecniche terapeutiche sono l'occlusione dell'occhio forte, la penalizzazione dello stesso applicando filtri opachi alla lente e uso di prismi. Alternative terapeutiche esistono, anche se con risultati non unanimemente riconosciuti, con procedure strumentali di stimolazione retinica. Utili ancora è associare alla terapia di penalizzazione e occlusione, la somministrazione di farmaci neurotrofici (prima tra tutte la colina). Gli sforzi terapeutici devono essere eseguiti entro il settimo anno perché oltre tale età l' efficacia e la realizzazione degli stessi diventano minime.
Dr. Giorgio Delorenzi
Specialista in Oftalmologia con particolare interesse nel campo dell'Oftalmologia
pediatrica, della chirurgia refrattiva e del segmento anteriore e della materia oftalmologica della medicina del lavoro
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