Meglio essere magri, ma la storia l'hanno fatta i grassi
27-09-2009 - ATTENTI a quello che mangiate e a quanto mangiate: l’obesità è una spada di Damocle. Procura un mucchio di guai e propizia il diabete. Occhio al cibo e occhio agli ormoni, stimolanti di tante funzioni metaboliche. Magri è bello, anche se i grandi statisti
ATTENTI a quello che mangiate e a quanto mangiate: l’obesità è una spada di Damocle. Procura un mucchio di guai e propizia il diabete. Occhio al cibo e occhio agli ormoni, stimolanti di tante funzioni metaboliche. Magri è bello, anche se i grandi statisti avevano la pancetta come Napoleone e De Gaulle, o un autorevole buzzo come Churchill e Mao.
In guardia pure le donne: meglio la romantica affusolata della matrona romana, meglio Venere di Giunone.
Scusate l’eccentrica digressione e affidiamoci alla scienza del professor Alfredo Pontecorvi, ordinario di endocrinologia all’Università Cattolica, che su ormoni e ghiandole sa tutto.
Cosa sono gli ormoni?
Sostanze chimiche trasportate nel sangue a concentrazioni molto basse.
Chi li secerne?
Sono prodotti e secreti nel sangue da cellule altamente specializzate, dette cellule a secrezione interna o endocrine. Raggruppate, costituiscono veri e propri organi, detti ghiandole endocrine. Come la tiroide o l’ipofisi.
A cosa servono?
Regolano la crescita e il differenziamento cellulare, lo sviluppo sessuale e la riproduzione della specie, il metabolismo di zuccheri, grassi e proteine, il bilancio idrico-salino, l’equilibrio energetico dell’organismo, la contrazione della muscolatura liscia, la pressione arteriosa, eccetera.
Influenzano il nostro comportamento?
Profondamente. Basti pensare alle differenze tra uomo e donna in termini di sensibilità ed aggressività.
A che cosa possiamo paragonarli?
A una chiave e alla sua serratura: l’ormone è la chiave che, riconosciuta la giusta serratura, la fa girare, causando l’apertura della porta (l’effetto biologico ormonale).
Il sistema endocrino funziona da solo o in connessione con altri grandi sistemi dell’organismo?
Strettamente interconnesso con altri due grandi sistemi del nostro organismo: il sistema nervoso e quello immunitario.
Quali sono i rapporti funzionali esistenti fra questi tre grandi sistemi?
Pensi alla “reazione di allarme e fuga”. Una reazione ancestrale propria dell’animale uomo in risposta a una situazione di pericolo. I miei occhi vedono un rapinatore che si avvicina con fare minaccioso; il sistema nervoso reagisce scatenando una serie di segnali interni, la maggior parte di tipo endocrino con liberazione di specifici ormoni da stress (l’adrenalina e il cortisolo, soprattutto).
L’interazione anomala tra i tre sistemi può causare anche malattie?
Si. Alcune malattie endocrine sono causate da un’abnorme reazione del sistema immunitario che, invece di combattere esclusivamente virus e batteri, finisce per aggredire ghiandole endocrine distruggendole progressivamente.
Quali sono queste malattie?
Quelle autoimmunitarie endocrine come la tiroidite di Hashimoto o il diabete mellito insulino-dipendente. C’è anche un’abnorme interazione tra sistema nervoso ed endocrino.
Rappresentata da che cosa?
Dall’arresto della crescita corporea nei bambini allontanati dai genitori e tenuti nei brefotrofi. La crescita ricompare come d’incanto appena il bambino trova i giusti affetti nella nuova famiglia adottiva.
Sistema nervoso e sistema endocrino: come fanno a parlarsi?
Esistono specifiche strutture anatomiche a livello delle quali il sistema nervoso e quello endocrino sono a diretto contatto tra loro.
Quali sono queste strutture?
L’ipotalamo, situato al centro del nostro cervello e in rapporto con i centri nervosi superiori, e l’ipofisi, una ghiandola endocrina situata alla base del nostro cervello che secerne diversi tipi di ormoni. Ipotalamo e ipofisi dialogano continuamente fra loro.
Quali sono le principali ghiandole endocrine?
Oltre all’ipotalamo ed all’ipofisi: la tiroide, che secerne gli ormoni tiroidei, noti stimolatori del metabolismo basale; le paratiroidi, quattro piccole ghiandole che favoriscono la mineralizzazione delle ossa; il surrene formato da due ghiandole endocrine diverse, che produce adrenalina e noradrenalina, secerne il cortisolo, e altri ormoni vari.
Altre ghiandole endocrine?
Il pancreas endocrino. All’interno di questo organo sono presenti piccoli nidi di cellule endocrine, detti isole di Langherans, che secernono diversi tipi di ormoni, fra cui l’insulina, l’ormone che, quando manca o funziona di meno, provoca il diabete mellito, caratterizzato da un aumento della glicemia, cioè degli zuccheri nel sangue. Infine…
Infine?
Le gonadi maschile e femminile, rispettivamente i testicoli e l’ovaio, che secernono gli ormoni sessuali e, soprattutto, producono le cellule germinali, gli spermatozoi e la cellula uovo. I quali, sotto un stretto e delicato controllo ormonale, assicurano la funzione più importante del nostro organismo: la riproduzione della specie.
Quali sono le più comuni alterazioni delle ghiandole endocrine?
Le malattie endocrine possono essere grossolanamente suddivise in due gruppi: quelle provocate da un difetto di funzionamento della ghiandola endocrina e quelle provocate da una patologia tumorale, sia benigna che maligna, della cellula endocrina.
Cos’è l’ipertiroidismo?
E’ l’aumento dell’azione degli ormoni tiroidei su cellule e organi bersaglio.
I sintomi dell’ipertiroidismo?
Il paziente va a mille, è nervosissimo, non dorme più la notte (il suo cuore si contrae fino a 120 battiti al minuto), ha la diarrea, ha molto caldo e suda moltissimo, dimagrisce vistosamente e rapidamente, anche 7-10 Kg in un paio di mesi.
Cosa provoca, invece, la carenza di ormoni tiroidei?
Sintomi opposti a quelli dell’ipertiroidismo.
E cosa provoca l’ipotiroidismo nell’adolescenza?
Soprattutto un difetto nella crescita corporea.
E nell’adulto?
Esso aumenta progressivamente con l’età ed è molto più frequente nelle donne che negli uomini. In effetti, tutta la patologia tiroidea è donna. Dopo i 65 anni oltre il 10 per cento delle donne risulta affetta da ipotiroidismo.
È vero che la gravidanza fa ingrandire la tiroide?
Sì. Si narra che gli antichi Egizi usassero legare stretto intorno al collo delle giovani donne un filo d’erba: la sua rottura, a seguito dell’aumento di volume della tiroide, identificava la condizione gravidica.
Cos’è il gozzo?
L’aumento di volume della tiroide. Il termine gozzo deriva da latino “guttur”, che significa gola.
A cosa è dovuto il gozzo?
Alla carenza di iodio nell’alimentazione. Una patologia che affligge oltre un miliardo di persone nel mondo.
Perché l’Italia, nonostante sia una penisola bagnata per tre quarti dal mare, ha un deficit di iodio?
Lo iodio si trova negli strati più superficiali della terra, al di sopra dello strato di lava deposto dai tanti vulcani un tempo attivi.
Cos’è avvenuto?
Nel corso del tempo, le piogge hanno progressivamente lavato via lo iodio dagli strati superficiali del terreno trascinandolo nel mare. Per questo esso è molto più concentrato in mare e povero nel terreno delle zone vulcaniche. E l’Italia è una terra ricca di vulcani.
Come si cura il gozzo?
La cura migliore del gozzo consiste nella sua prevenzione, assumendo con la dieta 150 microgrammi di iodio al giorno.
Quanto sono frequenti i noduli tiroidei?
Noduli tiroidei visibili o palpabili si riscontrano in circa il 10 per cento della popolazione italiana.
Di tutti questi noduli tiroidei quanti sono tumori?
Oltre il 95 per cento dei noduli tiroidei rilevabili clinicamente sono benigni.
Cosa succede nel bambino se l’ormone della crescita manca?
Il bambino non cresce o cresce molto poco. La diagnosi viene effettuata con accertamenti diagnostici relativamente sofisticati. Se si conferma la carenza di ormone della crescita è possibile somministrare l’ormone, nelle giuste dosi, dall’esterno.
E se l’ormone della crescita è eccessivo?
Si realizza la situazione opposta ed il bambino cresce troppo. La condizione si chiama gigantismo e conduce a stature molto elevate, superiori anche ai due metri.
C’è un nesso fra le malattie endocrine e le disfunzioni degli ormoni sessuali?
Diverse disfunzioni della sfera sessuale possono essere causate da malattie endocrine.
Quali, ad esempio?
L’ipogonadismo, cioè la ridotta produzione di ormoni sessuali, sia maschile che femminile, ne è l’esempio più chiaro e frequente.
Qual è la terapia in questi casi?
Più che una terapia è una sorta di reintegrazione di un qualcosa che manca al nostro organismo. E’ un po’ come quando assumiamo una vitamina o il ferro se siamo anemici. Brown-Sequard, direttore del prestigioso College de France, nel 1989 affermava che “il testicolo contiene una sostanza attiva e corroborante” che lui stesso, alla veneranda età di 71 anni, si autosomministrò allo scopo di riacquisire le energie perdute.
Le fasi dell’iter diagnostico endocrinologico?
Gli ormoni nel corso della giornata mostrano continue fluttuazioni, sia fisiologiche che patologiche. E’ quindi fondamentale dosarli al momento giusto.
Come si curano le malattie endocrine?
Reintegrando l’ormone che manca.
Si possono prevenire le malattie endocrine?
Sì.
Quanti italiani soffrono di malattie del sistema endocrino?
Circa il 5 per cento delle donne in età fertile e oltre il 10 per cento di quelle con più di 65 anni di età hanno una tiroide che funziona male. Se facciamo un’ecografia tiroidea all’intera popolazione italiana riscontriamo la presenza di noduli alla tiroide in circa il 50 per cento dei casi. Il tumore della tiroide negli USA e passato dal 12° all’8° posto tra i tumori più frequenti nell’uomo ed è in costante aumento, indotto da fattori ambientali noti (Chernobyl) e meno noti.
E quanti italiani soffrono di diabete?
Circa il 10 per cento della popolazione italiana oltre i 45 anni è affetta da diabete mellito; dopo i 65 anni la percentuale di diabetici sale al 30 per cento. Una quota importante della popolazione, forse un altro 10 per cento, è diabetica ma non lo sa.
La combinazione di diabete e obesità, che alcuni definiscono “diabesità”, è davvero la più grande epidemia che il mondo deve affrontare?
Sì.
Sport ed endocrinologia.
Lo sport eseguito nel modo corretto rappresenta una forma importante di prevenzione, ma anche di vera e propria terapia di molte malattie endocrine, come diabete, obesità e osteoporosi.
Il ruolo degli ormoni nel doping?
Molti ormoni vengono illecitamente impiegati per ottenere un miglioramento della prestazione sportiva. Gli steroidi anabolizzanti, derivati del testosterone, sono gli ormoni più potenti e più utilizzati a questo scopo perché hanno la capacità di aumentare notevolmente la massa muscolare. Ha presente le enormi spalle mascoline, ma anche i peli e l’acne che affliggevano le giovani nuotatrici “superdotate” della Germania Est?
Sì.
Lo sa che alcune hanno avuto tali e tanti effetti collaterali, sia fisici che psicologici, da dover richiedere il cambio di sesso?
Altri doping?
Famoso quello a base di eritopoietina, l’ormone che stimola la produzione dei globuli rossi, impiegata per aumentare la capacità di trasporto di ossigeno nel sangue di atleti che svolgono sport aerobici come il ciclismo o la maratona.
Gli effetti collaterali del doping ormonale?
Tanti. E alcuni possono mettere a repentaglio la vita. Quanti atleti, anche famosi, sono morti per doping?
Hanno fatto la storia più i grassi o più i magri?
Probabilmente, i grassi. Senza andare troppo indietro nel tempo basta considerare che la maggior parte dei presidenti USA, ad eccezione di Abramo Lincoln, erano, o divennero grassi. Si pensi a Roosevelt che dopo essere stato in gioventù un pugile dei pesi leggeri diventò obeso.
Anche Bill Clinton?
Sì, presentava un giro vita non proprio in linea con gli stili di fisicità del suo tempo. In Inghilterra Winston Churchill, valente stratega e uomo politico, era obeso.
E Napoleone?
Magro, insonne, iperattivo all’inizio della carriera, quando vinceva su tutto e tutti, divenne progressivamente bolso, appesantito e sonnolento fino alla disfatta di Waterloo.
Poteva essere diventato ipotiroideo?
Sì. Soffriva, di gastrite, una patologia frequentemente associata all’ipotiroidismo (da qui, la mano sotto il cappotto a toccarsi lo stomaco dolente).
Come morì?
Tra le cause presunte della sua morte, oltre a quella per avvelenamento da arsenico, si è pensato anche a un tumore dello stomaco, frequente complicanza della gastrite atrofica da cui il grande imperatore e generale francese probabilmente era affetto.
Come amante, meglio una donna ipertiroidea o ipotiroidea?
Un bel dilemma: la prima troppo agitata e nervosa, è sicuramente una “rompi”.
La seconda?
Tediosa, tarda e sonnolenta. Alcuni miei amici le risponderebbero: meglio senza moglie.
E come amante?
Meglio una donna con livelli aumentati di testosterone. “Donna baffuta, sempre piaciuta”. Maggiori livelli di testosterone, infatti, aumentano il desiderio sessuale, anche quello femminile, tant’è che tra le terapie ormonali sostitutive proposte per la donna in menopausa sono oggi consigliati anche trattamenti a basse dosi con ormoni androgeni.