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Screening ortopedico nei primi anni di vita

22-05-2009 - Nei primi anni di vita lo scheletro e tutto l'apparato locomotore si modificano molto rapidamente, sia come forma che come struttura, oltre che come dimensioni. Durante questo periodo si possono verificare irregolarità di crescita ed alterazioni str


Sfruttando la plasticità dello scheletro durante la crescita, in presenza di alterazioni di struttura e di forma possiamo, entro certi limiti, favoriti dal rapido spontaneo accrescimento, guidare la crescita, correggendo dall'esterno alcune malformazioni.
Le alterazioni dell'apparato locomotore, sia congenite che acquisite, possono essere distinte, dal punto di vista clinico, in alterazioni di facile diagnosi, alterazioni di difficile diagnosi alla nascita ed alterazioni per cui la diagnosi precoce non è possibile.    
Fra le alterazioni congenite di facile diagnosi vanno ricordati il piede torto ed altre deviazioni assiali, le alterazioni per difetto o per eccesso, come le focomelie, le polidattilie ecc..
Le alterazioni congenite la cui diagnosi è difficile, ma possibile comprendono la displasia congenita dell'anca, la pseudoartrosi congenita di tibia, alcune forme di piede torto, come il metatarso varo, la neurofibromatosi ed altre malattie generali dell'apparato muscolo scheletrico, che durante il successivo sviluppo del bambino si rendono più evidente e quindi più facilmente diagnosticabili.
Questi fatti ci dicono che è necessario uno screening precoce e ripetuto nel tempo, affinché vengano diagnosticate tutte le alterazioni la cui diagnosi è difficile, ma possibile, e tutte le alterazioni, anche di impossibile diagnosi precoce, quando iniziano a diventare sintomatiche, prima di provocare danni difficilmente riparabili.
Ogni età può avere la sua patologia congenita o acquisita, quindi i controlli ortopedici, sulla scorta di quanto detto sopra, devono essere consigliati alla nascita e nei primi mesi di vita, alla fine del 1° e del 2° anno, a 5 anni, a 9 anni, in età prepubere ed al termine dell'accrescimento.
Alla nascita (possibilmente entro i 10 giorni di vita) devono essere controllati i riflessi posturali, la mobilità attiva della colonna e degli arti, lo stato della colonna e quello delle grosse e piccole articolazioni, l'aspetto esterno degli arti superiori ed inferiori. Importante non trascurare, oltre ad una attenta visita obiettiva generale ed il controllo delle funzioni sia attive che passive, di eseguire la manovra di Ortolani per la diagnosi precoce di displasia delle anche.  Al 3° mese  di vita importante visita ortopedica ed esame ecografico delle anche per porre diagnosi certa ed iniziare precocemente la terapia ortopedica. oggi si consiglia di eseguirla precocemente, anche solo pochi giorni dopo la nascita, nei casi a rischio, cioè quando ci sia familiarità, una presentazione podalica, presenza di altre malformazioni deve essere ripetuta nei casi dubbi, a distanza di 1 - 2 mesi, e, nei casi certi, durante il periodo di trattamento, fino al 6° mese. La radiografia del bacino trova indicazione nei casi di dubbia diagnosi ecografica, già al 2° - 3° mese di vita ed al 6° mese in caso di displasia in trattamento ortopedico; controlli successivi, per la displasia congenita dell'anca, si suggeriscono attorno ai due anni di età.
A 2-3 anni deve essere ancora controllato l'atteggiamento della colonna, anche se difficilmente si acquisisce una deviazione scoliotica a questa età (poteva essere già presente e non diagnosticabile prima). L'atteggiamento degli arti inferiori sia a riposo che durante la deambulazione deve essere controllato meticolosamente perché questa è l'età in cui possono essere presenti deviazioni assiali degli arti al di fuori del limite fisiologico. L' antiversione del collo femorale, spesso diagnosticabile clinicamente per la deambulazione con rotazione interna degli arti, è frequente complicazione della displasia dell'anca.    
E' importante anche misurare la lunghezza degli arti inferiori per valutare la loro simmetria, la forma e la funzione dei piedi a riposo ed in carico, l'appoggio plantare sotto carico e la deambulazione.
A 5 - 6 anni il controllo clinico deve essere rivolto soprattutto all'atteggiamento ed alla mobilità della colonna e degli arti, particolarmente di quelli inferiori, alla statica passiva, alla forma ed all'atteggiamento dei piedi; il controllo sarà, naturalmente esteso alle anche ed alle altre articolazioni. Importante la valutazione statica e dinamica della colonna vertebrale, che a questa età può manifestare i primi, spesso mal rilevabili, segni di deviazione dalla norma.
A  9 - 10 anni il controllo clinico deve rivolgersi soprattutto alla colonna, essendo queste le età più caratteristiche per la comparsa di cifosi e di deviazioni scoliotiche. Importante anche la misurazione della lunghezza degli arti ed il controllo della forma e dell'atteggiamento dei piedi, a cui segue se lo specialista lo ritiene opportuno un esame radiografico.
In età prepubere deve essere ripetuto un attento controllo della colonna e degli arti inferiori e deve essere valutato il portamento e lo stato tonico della muscolatura scheletrica.

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