Figli drogati? In 4 mesi chiedono il test 360 famiglie
17-09-2008 - Papà e mamme fanno analizzare capelli e spazzolini dei ragazzi: 8 volte su 10, responso positivo.

Con sudore, saliva e capelli è possibile individuare tracce di hashish, cannabinoidi, anfetamine, cocaina, morfina e benzodiazepine «Siamo in grado di accertare se il consumo di droghe è avvenuto fino a un anno prima dell’analisi»
Vogliono sapere. E subito. Sapere se i loro figli si drogano. Se i sospetti di una madre e di un padre hanno un fondamento quando i ragazzi escono
con gli amici, vanno a scuola o a giocare a calcetto. E così centinaia di genitori si trasformano in «ladri» nelle camere da letto, nei bagni, in cucina:
rubano magliette intrise di sudore, spazzolini da denti, perfino i capelli trovati sul cuscino e li portano in un centro specializzato antidroga per farli analizzare. Negli ultimi quattro mesi 360 famiglie per lo più romane,ma anche di altri centri nel Lazio, hanno avuto una risposta Positiva.
«Ci sono madri che scoppiano a piangere quando vengono a conoscenza dei risultati delle analisi - spiega Alvaro Mesoraca, responsabile del servizio tossicologia di "Artemisia", uno dei poliambulatori privati più noti della Capitale, specializzato in questi accertamenti- si disperano perchè improvvisamente si avverano tutti i loro presentimenti». La conferma di una situazione grave, che non accenna a migliorare. Ogni mese infatti circa 100 genitori prenotano un esame di
laboratorio portando indumenti o effetti personali dei figli. Li nascondono nelle borse o in auto.
L’analisi è personale e, in base alla legge sulla privacy, non può essere fatta ad altre persone se non a chi la richiede. Per questo non è escluso che in qualche caso madri e padri di giovaniminorenni abbiano finto di essere loro stessi i drogati, almeno sulla carta: un escamotage per sapere senza ostacoli se i loro ragazzi sono finiti in giri di droga. «Circa l’80 per cento degli
esami ha esito positivo - aggiunge Mesoraca - è una percentuale molto alta. Dai capelli è possibile trovare tracce di hashish, cannabinoidi, anfetamine, cocaina, morfina, benzodiazepine. E, in più in generale, anche di sostanze psicotrope e delle nuove droghe, come la chetamina».
Il servizio tossicologico di «Artemisia» in viale Liegi, ai Parioli, ha aperto sette mesi fa. A quindici operatori è affidato il compito di estrapolare i residui di stupefacenti dai liquidi organici trovati su indumenti
e altri oggetti. L’esame può costare da 50 a 200 euro a seconda di quanti tipi di droghe vengono individuati. Con il sudore
e la saliva, e anche con i capelli (l’esame si chiama Hplc), è possibile accertare se il consumo di droghe sia avvenuto entro un anno dall’analisi. Con sangue e urine, invece, il tempo massimo si aggira sulle 48-72 ore. Poi le tracce svaniscono e si torna «puliti». «Si tratta pur sempre di esami screening - dice ancora il responsabile del servizio - che non hanno valore legale, ma ne hanno molto dal punto di vista personale e familiare. Sono analisi diverse dai cosiddetti "test di conferma" che possono essere effettuati soltanto con il consenso dell’interessato, e che prevedono le "catene di custodia" e i prelievi di campioni direttamente sul soggetto. Ma è chiaro che per molti genitori, la maggior parte, è praticamente impossibile convincere i figli a sottoporsi a un esame delle urine o a un prelievo di sangue». E così nelle famiglie romane è scattata la caccia ai reperti. I genitori si trasformano in investigatori per scoprire, all’insaputa dei figli, se in casa circola droga. Da aprile a oggi ci sono state madri che hanno occultato nelle borse le magliette e gli spazzolini dei loro ragazzi. «Spesso è successo che abbiamo scoperto che anche tra fratelli c’era un assiduo consumo di stupefacenti - rivela il medico - magari perchè frequentavano le stesse comitive. Per noi è difficile fermarci al mero risultato di laboratorio. Non sarebbe un nostro compito, ma come si fa a non ascoltare una madre o un padre disperati... ».
Per questo motivo il servizio tossicologico ha anche creato un gruppo di sostegno psicologico «a scopo preventivo, terapeutico e riabilitativo», si legge in un opuscolo informativo distribuito agli utenti. Ma non sono soltanto i genitori a diventare «segugi»: ci sono anche molte mogli e fidanzate, convinte che il partner consumi droga a loro insaputa. Spesso dietro a queste storie ce ne sono altre di violenze e maltrattamenti, legate all’uso quotidiano di cocaina e anfetamine che trasformano persone tranquille in soggetti aggressivi. Dal monitoraggio semestrale dei risultati delle analisi emergono anche altre novità inquietanti: si chiamano Crystal Meth, e semplicemente eth.Metanfetamine che possono essere inalate, iniettate o fumate. Creano dipendenza fin dalla prima assunzione e danni gravissimi al sistema nervoso.
Ma anche in questo caso per scoprirne le tracce si passa per un capello.
dal Corriere della Sera - Cronaca di Roma del 17 settembre 2008